
Ci sono vari nomi che indicano la stessa tecnica, lucidatura alla francese, a piumaccio, a stoppino,a tampone, a gomma lacca e tutte indicano la stessa procedura di lavorazione. La sostanza utilizzata per questo tipo di rifinitura è la gomma lacca, una resina di un albero prodotta da un insetto. La gomma lacca si trova in commercio in scaglie solubili in alcol: si può usare l'alcol a 94°d'estate quando la temperatura permette una veloce asciugatura e l'alcol a 99°d'inverno. Vediamo come procedere: conviene innanzitutto preparare una soluzione di base piuttosto grossa diluendo una parte di gomma lacca in due parti di alcol in un recipiente di vetro a bocca grande. Dopo circa mezz'ora la gomma lacca è pronta per essere utilizzata come vernice di base per successive diluizioni. Sbozzatura La prima fase di questa tecnica è chiamata "sbozzatura". Per sbozzatura si intende la totale riempitura dei pori del legno su di una superficie restaurata e stuccata. (I mobili antichi importanti, di fattura prestigiosa e con patina integra hanno il poro del legno già totalmente chiuso, quindi non necessitano di questa fase). Per riempire i pori del legno è necessario munirsi di una particolare polvere chiamata "pomice", siglata "doppio zero". La pomice va messa in un ritaglio quadrato di tessuto di lino di circa 20 cm chiuso a sacchetto con uno spago. Questo marchingegno serve da filtro per la pomice. Per il cosiddetto piumaccio, il tampone per lucidare, occorre invece il solito ritaglio di lino con dentro una pezza di lana fine. La misura del lino dipende dalla dimensione della superficie del mobile, è chiaro che se dovessimo lucidare una parte tornita o un piccolo mobiletto costruiremo un piccolo piumaccio. A questo punto è necessario munirsi di una bottiglia da litro da usare per diluire ulteriormente la gomma lacca: in tre quarti di alcol verseremo un quarto della vernice preparata in precedenza. Bisogna tenere presente che una vernice più fine permette una lucidatura molto più bella e raffinata, ma d'altro canto contribuisce ad allungare i tempi di lavorazione. Imbeviamo adesso la pezza di lana del piumaccio con una quantità moderata di vernice, chiudiamo il tampone ed iniziamo a girare sulla superficie del mobile in senso antiorario, formando dei cerchi e scorrendo velocemente senza mai fermare il piumaccio in un posto per più di un secondo. Questo è necessario per evitare le cosiddette bruciature (punti dove la vernice aggiunta scioglie quella immessa in precedenza) ed è un accorgimento da tenere presente per tutte le fasi della lucidatura. Dopo due o tre mani stese a questo modo possiamo distribuire sul mobile la pomice, usando il tampone filtro. La pomice deve essere messa in piccole quantità e uniformemente sulla superficie del mobile, dopo ogni due mani di piumaccio. Alterneremo quindi pomice e gomma lacca. Comunque senza seguire scrupolosamente questa regola, è importante ricordarsi che tutte le volte che si usa la pomice bisogna anche bagnare con vernice il piumaccio ed è necessario premere molto per riempire completamente il poro del legno. In controluce avremo modo di verificare l'avvenuta riempitura del poro e quindi lasceremo riposare il mobile per un giorno intero. Rifinitura Questa è la fase più delicata della lucidatura, solitamente destinata a chi possiede adeguata esperienza e capacità manuali. Tenteremo in questa sede di regalare qualche consiglio, per tutti quelli che, motivati di buoni propositi intendono cimentarsi in questa arte. Sovente capita che dopo il giorno di riposo, il poro del legno si sia leggermente aperto, quindi in questo caso è inevitabile aggiungere ancora pomice e gomma lacca. A questo punto ci procuriamo un nuovo piumaccio, se è possibile di tessuto ancora più fine e anche dell' olio enologico. Bagneremo leggermente la lana del piumaccio e sopra la parte esterna di lino aggiungeremo una goccia di olio. L'olio serve nella rifinitura per evitare le famose bruciature, che a questo punto della lavorazione sarebbero veramente disastrose. E' importante tenere presente l'uso parsimonioso dell'olio, perchè esso potrebbe riaffiorare in un secondo tempo e rovinare la lucidatura. Iniziamo a fare i soliti cerchi in senso antiorario questa volta senza premere eccessivamente. Ogni due o tre passate sarà utile mettere una goccia di olio sul piumaccio. Si dovrebbe proseguire così, fino ad ottenere un lucido corposo. Adesso entrano in gioco la sensibilità e l'esperienza del restauratore, per capire quando è il momento di tirare fuori il lucido. E' possibile provare a premere in maniera piu' decisa il piumaccio, se vediamo che i segni del piumaccio non rimangono evidenti, allora è il momento di muovere il tampone per lungo, seguendo il verso della venatura per togliere le tracce del piumaccio ed i residui d'olio. In questa fase è utile cambiare nuovamente il lino: è fondamentale che la pezza di lana risulti non bagnata, ma solamente inumidita per evitare di rovinare il tutto e di dover iniziare da capo la rifinitura. Al termine del lavoro e bene lasciare riposare il mobile per un'altra mezza giornata, per verificare la completa eliminazione dell'olio, che potrebbe riaffiorare inesorabilmente in superficie qualora non fosse stato tolto completamente. Se, come può capitare, tracce di olio rendessero opaca la lucidatura, ripasseremo il piumaccio per lungo fino a ripristinare il lucido. Un consiglio fondamentale è di non avere assolutamente fretta di finire, perchè la lucidatura è una tecnica che richiede tempo e pazienza. Per lucidare un normale cassettone di stile Impero ad un restauratore esperto, occorrono solitamente dalle 8 alle 10 ore per la sbozzatura, e altrettante per la rifinitura. tratto da www.arteantiquaria.it |